Finanziamenti

Detrazione fiscale fino al 110% della spesa: approfitta della super-agevolazione per ristrutturare casa

Superbonus 110%

Richiedi un rimborso delle spese in un'unica soluzione.

Cos’è il Superbonus e come funziona

Con il Decreto Rilancio (Decreto Legge n. 34/2020 convertito in Legge n. 77/2020) lo Stato ti riconosce un Superbonus sui lavori di riqualificazione che migliorano l’efficienza energetica della tua casa e la rendono più resistente ai terremoti

La legge di bilancio 2022 ha prorogato l’agevolazione, prevedendo scadenze diverse in funzione dei soggetti che sostengono le spese ammesse.

 

In particolare, il Superbonus spetta:

 

1. fino al 31 dicembre 2025, nelle seguenti misure

  • 110% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2023
  • 70% per le spese sostenute nel 2024
  • 65% per le spese sostenute nel 2025

per i condomini e le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte e professione, per gli interventi su edifici composti da due a 4 unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche.

 

2. fino al 31 dicembre 2022 (con detrazione al 110%), per gli interventi effettuati da persone fisiche sugli edifici unifamiliari, a condizione che al 30 settembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell'intervento complessivo

 

La detrazione va ripartita in quattro quote annuali di pari importo.

 

In alternativa alla detrazione, si può beneficiare del Superbonus mediante una delle modalità previste dall’articolo 121 del decreto legge n. 34/2020. In pratica, è possibile optare per un contributo sotto forma di sconto praticato dai fornitori dei beni o servizi o per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante.

3 modi per richiedere il rimborso delle spese

Da un punto di vista tecnico, il Superbonus è una detrazione fiscale che si può trasformare in credito d'imposta.

Con il Superbonus maturi una detrazione fiscale del 110% sul valore delle spese dei lavori di riqualificazione, che puoi recuperare in 3 modi.

1^ opzione: DETRAZIONI FISCALI

Richiedi il rimborso con la dichiarazione dei redditi.

2^ opzione: CESSIONE DEL CREDITO

Puoi cedere il tuo credito d’imposta alla banca.

3^ opzione: SCONTO IN FATTURA

Chiedi all’impresa lo sconto immediato in fattura.

Il Superbonus 110%  vale su questi interventi, definiti “trainanti”

I primi due interventi riguardano la riqualificazione energetica (Ecobonus), mentre l'ultimo riguarda la riduzione del rischio sismico (Sisma Bonus).

Isolamento termico

L’intervento deve riguardare almeno il 25% della superficie che disperde il calore.

Sostituzione degli impianti di riscaldamento

Puoi sostituire gli impianti esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda.

Lavori antisismici

Il Superbonus vale solo se la casa è situata nelle zone sismiche 1, 2 e 3.

Gli interventi che abbiamo appena visto sono definiti “trainanti” perché ti permettono di trascinare all’interno della detrazione del 110% anche altri interventi trainati. Gli interventi trainati contribuiscono anch’essi ad abbassare i consumi energetici dell’edificio, ma in assenza di un intervento trainante godono di detrazioni minori, come previsto nel decreto legge n. 63 del 2013.

 

Le spese per i tuoi lavori devono essere congrue, in base alle soglie massime previste dalla normativa: se gli interventi costano di più, la parte in eccesso non rientra nell’agevolazione fiscale.

Cosa ti offre la tua banca in tema di Superbonus

Cosa ti offre la tua banca in tema di Superbonus

  • Con la cessione del credito alla banca recuperi le spese in un’unica soluzione.
  • Puoi cedere il credito fiscale anche per altri interventi esclusi dal Superbonus
  • Sei tu a scegliere le imprese o i tecnici a cui rivolgerti.
  • Acquisiamo il tuo credito fiscale anche se non chiedi un finanziamento.
  • Oltre che per i privati, abbiamo soluzioni specifiche per condòmini e per le imprese che eseguono i lavori.
  • Se vuoi ottenere il credito fiscale del 110% ti sosteniamo anche nella realizzazione dei lavori.

Prima di iniziare i lavori, quindi, verifica che gli interventi trainanti, uniti a quelli complementari, ti permettano di innalzare l’edificio di almeno due classi energetiche.

  • persone fisiche, che possiedono o detengono l’immobile oggetto di intervento
  • persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, arti e professioni, proprietari (o comproprietari con altre persone fisiche) di edifici costituiti da 2 a 4 unità immobiliari distintamente accatastate
  • condomìni
  • istituti autonomi case popolari (IACP)
  • cooperative di abitazione a proprietà indivisa
  • organizzazioni non lucrative di utilità sociale e organizzazioni di volontariato
  • associazioni di promozione sociale
  • associazioni e società sportive dilettantistiche

Sono escluse le unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali:

  • A/1 (abitazioni di tipo signorile)
  • A/8 (abitazioni in ville)
  • A/9 (castelli, palazzi di eminenti pregi storici o artistici)
  • Consulta la Guida dell'Agenzia delle Entrate su come funziona la cessione del credito
  • Consulta qui la pagina web con tutte le informazione dell'Agenzia delle Entrate

Messaggio pubblicitario con finalità promozionale.
Le condizioni contrattuali sono indicate nei Fogli Informativi messi a disposizione del pubblico presso gli sportelli della banca e nella sezione “Trasparenza” del sito internet.

3 modi per richiedere il rimborso delle spese

Da un punto di vista tecnico, il bonus fiscale è una detrazione fiscale che si può trasformare in credito d'imposta di cui sei titolare nei confronti dello Stato.

Con questo Superbonus maturi un credito del 110% sul valore delle spese dei lavori di riqualificazione, che puoi recuperare in 3 modi.

1^ opzione: DETRAZIONI FISCALI

Richiedi il rimborso con la dichiarazione dei redditi.

In 5 anni recuperi il 110% delle spese che hai sostenuto.

2^ opzione: CESSIONE DEL CREDITO

Puoi cedere il tuo credito d’imposta alla banca.

Significa che cedi alla banca il tuo diritto alle detrazioni fiscali, cioè i “soldi virtuali” che hai maturato per gli interventi di riqualificazione.
In cambio, la banca ti liquida la somma pattuita, al netto dei costi, in un’unica soluzione.

3^ opzione: SCONTO IN FATTURA

Chiedi all’impresa lo sconto immediato in fattura.

Puoi chiedere all’impresa che ha fatto i lavori di applicarti uno sconto in fattura fino all’importo massimo del corrispettivo dovuto: l’impresa si fa quindi carico di tutte le spese e diventa creditrice verso lo Stato, mentre tu non devi pagare nulla.
A sua volta, l’impresa può cedere questo credito alla propria banca, e ottenere liquidità in un’unica soluzione.

La cessione del credito non è ancora attiva: sarà disponibile a breve, secondo i requisiti previsti dal Decreto Rilancio e dai provvedimenti attuativi.

 

La cessione del credito e lo sconto in fattura valgono anche per Ecobonus e Sisma Bonus fino al 110%, Bonus Facciate e Bonus Ristrutturazione.

Il Superbonus 110%  vale su questi interventi, definiti “trainanti”

I primi due interventi riguardano la riqualificazione energetica (Ecobonus), mentre l'ultimo riguarda la riduzione del rischio sismico (Sisma Bonus).

Isolamento termico

L’intervento deve riguardare almeno il 25% della superficie che disperde il calore.

Sostituzione degli impianti di riscaldamento

Puoi sostituire gli impianti esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda.

Lavori antisismici

Il Superbonus vale solo se la casa è situata nelle zone sismiche 1, 2 e 3.

Gli interventi che abbiamo appena visto sono definiti “trainanti” perché ti permettono di trascinare all’interno della detrazione del 110% anche altri interventi complementari. Gli interventi complementari contribuiscono anch’essi ad abbassare i consumi energetici dell’edificio, ma in assenza di un intervento trainante godono di detrazioni minori, come previsto nel decreto legge n. 63 del 2013: 

  • installazione di impianti fotovoltaici
  • installazione di pannelli solari
  • installazione di colonne per ricaricare i veicoli elettrici
  • cambio dei serramenti con manufatti di qualità energetica superiore

Le spese per i tuoi lavori devono essere congrue, in base alle soglie massime previste dalla normativa: se gli interventi costano di più, la parte in eccesso non rientra nell’agevolazione fiscale.

Prima di iniziare i lavori, quindi, verifica che gli interventi trainanti, uniti a quelli complementari, ti permettano di innalzare l’edificio di almeno due classi energetiche.

  • persone fisiche (al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni)
  • condomìni
  • istituti autonomi case popolari (IACP)
  • cooperative di abitazione a proprietà indivisa
  • organizzazioni non lucrative di utilità sociale e organizzazioni di volontariato
  • associazioni di promozione sociale
  • associazioni e società sportive dilettantistiche

Sono escluse le unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali:

  • A/1 (abitazioni di tipo signorile)
  • A/8 (abitazioni in ville)
  • A/9 (castelli, palazzi di eminenti pregi storici o artistici)
  • Consulta qui il testo di Legge n. 77/2020
  • Consulta qui la pagina web con tutte le informazione dell'Agenzia delle Entrate

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